Il Manchester United torna a vincere la Coppa dei Campioni dopo 31 anni di attesa dall’unica volta in cui aveva sollevato al cielo il trofeo, al termine di una finale ricchissima di pathos ed entrata nella storia della manifestazione, causa un finale unico e quasi irripetibile in grado di mischiare l’irrefrenabile gioia dei vincitori e la disperazione degli sconfitti.

L’atto finale della Coppa Campioni 1998/99 vide protagoniste oltre alla squadra inglese, anche il Bayern Monaco allenato da Ottmar Hitzfeld.

Le due formazioni che già si erano affrontate nel corso della competizione nel gruppo eliminatorio, pareggiando in entrambe le occasioni, giungevano al termine di un percorso tortuoso che aveva visto i “diavoli rossi” superare in semifinale la Juventus, ed i bavaresi battere la Dinamo Kiev di Shevchenko e Rebrov.

La gara inoltre offriva tantissimi spunti e storie, che rendevano ancora più affascinante la finalissima della 44° edizione. Infatti risultava già certo alla vigilia dell’incontro, l’addio di Peter Schmeichel allo United, così come era certamente empatico il ritorno in finale di Lothar Matthäus, a caccia dell’ultimo trofeo che ancora gli mancava in carriera.

A partire meglio nel match, fu proprio il Bayern che passò in vantaggio dopo appena cinque minuti di gioco grazie ad una punizione di Mario Basler, in grado di beffare il portiere danese sul proprio palo.

Il goal a freddo fu determinante per segnare l’inerzia della gara, con lo United che risultò in balia del possesso di palla dei tedeschi, bravi a rendere inoffensivi i due “Calypso Boys”: Dwight Yorke ed Andy Cole.

Nella ripresa, il Bayern continuò a dominare l’incontro, sfiorando la rete del KO tecnico prima con Mehmet Scholl, autore di un clamoroso palo e poi con Jancker, in grado di far tremare la traversa con una splendida rovesciata all’interno dell’area piccola.

Si giunse così a dieci minuti dal termine, con il risultato ancora in bilico ma con il Bayern comunque convinto che la Coppa non potesse più sfuggirgli.

Emblematico fu il momento della sostituzione di Matthaus che coinvolto nell’avvicendamento con un più fresco Thorsten Fink, già sognava di poter accarezzare quel trofeo tanto agognato.

Ferguson, sull’orlo del baratro, tentò la mossa della disperazione, facendo entrare sul terreno di gioco Teddy Sheringham, ma soprattutto Ole Gunnar Solskjær, soprannominato “The Baby-Faced Assassin”.

L’ingresso delle sue punte sortì l’effetto sperato, ed il Manchester gettatosi a capofitto nella metà campo bavarese, riuscì a chiudere Effenberg e compagni all’interno della propria area di rigore.

Nei minuti di recupero, accadde infatti l’impensabile. Da una mischia in area susseguente ad un calcio d’angolo, giunse infatti il pareggio dei “Red Devils”, proprio grazie a Sheringham, bravissimo a girare in rete il pallone dell’1-1.

L’atmosfera al “Camp Nou” cambiò in maniera repentina e lo United galvanizzato dall’isperato pareggio, si gettò nuovamente in avanti procurandosi un ulteriore corner.

In quell’istante sembrò come se il tempo stesse scorrendo sempre più lentamente, preludio a qualcosa di assolutamente inspiegabile ed eccezionale che di lì a pochi minuti sarebbe accaduta.

Beckham sistemò il pallone sulla lunetta del calcio d’angolo e con il suo inconfondibile modo di calciare, spinse letteralmente la sfera all’interno dell’area di rigore. Dal mucchio sbucò per prima la testa di Sheringham che trovò la deviazione vincente di Solskjær.

In un minuto la situazione si era ribaltata, con i tedeschi rispediti all’inferno ed i diavoli rossi proiettati verso l’eden.

Le immagini che ne seguirono, forse mai come prima, diedero un contributo a comprendere la sottile linea di demarcazione tra una vittoria ed una cocente sconfitta, proprio sulla linea del traguardo.

Impressi nella memoria resta infatti il crollo nervoso dei giocatori del Bayern, aiutati da Collina a rialzarsi e la faccia incredula di Matthaus, fisso a guardare il vuoto.

Emblematiche del resto furono anche le parole dell’allora presidente dell’UEFA, che sceso in anticipo dalla tribuna per consegnare la coppa al Bayern, affermerà: “Non ci posso credere, i vincitori stanno piangendo e i perdenti stanno ballando”.

La sintesi della gara:

Manchester United vs Bayern Munich 2-1 – UCL Final 1999 – HD (English Commentary) Full Highlights

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Il tabellino dell’incontro:

Bayern Manchester