Per noi nostalgici è facile fare un tuffo nel passato e scavare nelle viscere della nostra memoria ricordando oggetti che oggi non esistono più, sostituiti pian piano da altri che han sconvolto e condizionato la nostra  vita.

Tutti noi ricordiamo quasi in modo traumatico l’abbandono alle schede telefoniche, le quali non rappresentavano un semplice mezzo per effettuare telefonate da una cabina, ma erano dei veri e propri cimeli da collezione. E come non citare del resto il Game-Boy, insostituibile compagno di giochi e predecessore delle più moderne console.

Oggi parliamo di uno di questi eventi, oggi vi raccontiamo la rivoluzione “bianca” del 24 maggio 1995. No, non stiamo parlando della mera cronaca della finale di Champions League, con l’Ajax che sconfiggendo in finale il Milan di Capello tornò sul tetto d’Europa dopo la bellezza di 22 anni. Stiamo parlando della notte in cui Marco Simone rivoluzionò, forse a sua insaputa, il modo di stare su un campo da calcio, indossando per la prima volta delle Valsport completamente bianche.

Fino a quel momento l’unico colore ammesso per gli scarpini all’interno del rettangolo verde era il nero. Mai nessuno prima di allora aveva osato mettere in discussione questo sacro dogma, ma da quella sera nulla fu mai come prima.

Il Milan, che nella vigilia aveva dovuto rinunciare a schierare Savicevic, come da tradizione nelle finali Europee, decise di giocare in maglia bianca. Il vero colpo d’occhio per tutti i telespettatori avvenne nel momento in cui le squadre entrarono in campo per il riscaldamento, notando che tra gli undici diavoli rossoneri (bianchi) in campo, ce ne fosse uno con qualcosa di diverso dagli altri. In un attimo il pensiero di tutti gli appassionati non si focalizzò più su chi avrebbe deciso la terza finale consecutiva di Coppa dei Campioni del Milan, ma cosa calza ai piedi Marco Simone?

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In poco meno di dieci minuti tutti i dubbi furono spazzati e ci trovammo difronte ad una novità assoluta, l’attaccante del Milan indossava delle scarpe bianche, che accoppiate alla divisa di gioco, davano a tutti l’impressione che ai piedi avesse più dei pattini che dei veri e propri scarpini da gioco.

In pochissimo tempo le Valsport divennero gettonatissime sul mercato, ma la vera rivoluzione di quella sera ebbe seguito qualche mese più tardi, quando tra i campi della Serie A si vide sfrecciare una vera e propria pantera dagli scarpini rossi, che corrispondeva al nome di George Weah.

Come dimenticare del resto le nostalgiche scarpe gialle di “Spadino” Robbiati, che in mezzo al campo risaltavano più di ogni altra cosa e con le quali andò a segno proprio nel match di campionato contro il Milan.

In seguito tanti altri calciatori decisero di utilizzare differenti varianti di colore dal tradizionale nero, ma noi nostalgici non dimenticheremo mai la sera del 24 Maggio del 1995.