L’amore per la propria squadra del cuore a volte porta a fare scelte irrazionali e d’istinto. Noi nostalgici questo lo sappiamo bene e l’ultima Machenesanno’s Cup è lì a dimostralo. Chi ha amato (e sicuramente ama ancora) visceralmente la propria squadra del cuore è Sergio Cragnotti, presidente della Lazio dal 1992 al 2003. Cragnotti fa parte di quella generazione di presidenti/tifosi che oggi purtroppo stanno via via scomparendo per lasciare spazio a proprietari stranieri che hanno a cuore principalmente il business. Seppure il buon Sergio durante la sua presidenza abbia commesso gravi errori sia dentro che fuori dall’ambito calcistico, verrà comunque ricordato per aver portato in bacheca uno Scudetto, due Coppe Italia, due Supercoppe italiane, una Coppa delle Coppe (che nostalgia!) e una Supercoppa europea. Ma come dicevamo prima, essere presidente/tifoso a volte ti porta a spendere tanto, troppo e male. O forse qualche volta sei stato solo sfortunato…

La storia di oggi ci fa tornare indietro alla fine degli anni Novanta, in Spagna.

Nel Castellón gioca un biondino dai piedi buoni, fa il centrocampista e ha quelle qualità che in giovane età vedi solo ai predestinati. Si chiama Gaizka Zabala Mendieta è basco ed è un piacere vederlo distribuire passaggi facendo giocare benissimo la propria squadra.

mendietaSarà il Valencia ad accaparrarsi il giovanissimo Mendieta che ogni anno cresce e migliora sempre di più. Nel 1999, sulla panchina del Mestalla arriva un nuovo allenatore: Héctor Cúper. L’argentino più di tutti riesce a valorizzare il grande talento del centrocampista spagnolo e per due anni consecutivi il Valencia arriva in finale di Coppa Campioni, ma perde entrambe le volte. Gaizka però, non solo si rivela il migliore della propria squadra, ma dell’intera competizione attirando su di sé l’interesse di tutti i grandi club europei. Il Valencia fissa la clausola: 120 miliardi! La cifra scoraggia tutti ma non Sergio Cragnotti che vuole rinforzare la sua Lazio dopo la cessione di Nedved alla Juventus. Alla fine la trattativa si chiude a 89 miliardi che vanno al Valencia e 8 miliardi all’anno di ingaggio per il giocatore. I dirigenti laziali sono convinti di essersi assicurati il centrocampista più forte del momento e puntano a vincere tutto.

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Sono gli anni delle “7 sorelle”, il campionato è bellissimo e oltre che in campo ci si sfida anche sul mercato a suon di colpi ad effetto. Mendieta sembra essere l’acquisto dell’anno e tutti sono curiosi di vederlo giocare in Serie A. Peccato che Dino Zoff, allenatore biancoceleste di quella stagione, non sappia dove farlo giocare nel suo centrocampo e con il suo modulo di gioco. La stagione inizia male, la Lazio stenta in campionato e Coppa Campioni e Zoff viene esonerato. Al suo posto arriva Alberto Zaccheroni ma la domanda rimane sempre la stessa: dove far giocare Mendieta? Il tecnico lo prova in diverse posizioni ma lo spagnolo non convince mai. In campo sembra confuso e spaesato, fatica a diventare leader della squadra e sbaglia i passaggi più semplici. Il Mendieta del Valencia sembra sparito nel nulla. I tifosi laziali non vedranno mai i colpi e le giocate che lo hanno reso famoso (li vedranno solo in Scudetto/Championship Manager 2001/2002, in quel gioco manageriale Mendieta era devastante, proprio con la maglia della Lazio). La stagione si chiude con un deludente sesto posto, Gaizka ha tradito tutte le aspettative e i miliardi spesi in estate sanno tanto di beffa. Da fenomeno lo spagnolo diventa un peso per la squadra.

Così la Lazio decide di cederlo ma l’unica squadra disposta a prenderlo (in prestito) è il Barcellona. Mendieta torna in patria ma il copione si ripete. Sesto posto per il Barcellona e stagione deludente per il centrocampista. I catalani decidono di non riscattarlo e Gaizka torna alla Lazio. Uno dei giocatori più pagati della storia del calcio si è incredibilmente perso. Le aste miliardarie per accaparrarsi il suo cartellino sembrano ormai un lontano ricordo. Questa volta Mendieta abbassa l’asticella e accetta il prestito al meno blasonato Middlesbrough. In Inghilterra, con meno aspettative, riesce ad emergere e si toglie la soddisfazione di conquistare il primo titolo nella storia del Boro conquistando la Coppa di Lega. La stagione positiva convince i dirigenti inglesi che decidono di riscattarlo liberando definitivamente la Lazio. Ritrovata la sua dimensione, Gaizka decide di non cambiare più squadra e chiude la carriera al Middlesbrough senza comunque più acuti.

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Cosa fa adesso Mendieta? Sorprendentemente ha deciso di continuare a vivere in Inghilterra in un paesino vicino Middlesbrough dove coltiva una nuova passione, quella per la musica. Oggi, mister 90 miliardi è un discreto dj. Questa è la parabola di quel biondino cresciuto nel Castellón , passato dal campo alla consolle e suo malgrado diventato comunque una leggenda per essere stato il bidone più costoso della storia del calcio italiano.