Classe, velocità ed esuberanza hanno da sempre caratterizzato uno dei ruoli più affascinanti del gioco del calcio: l’ala destra. La generazione nostalgica è stata forse ultima testimone di un ruolo ormai estinto, ma che da sempre ha attirato le attenzioni degli appassionati, ammaliati dai dribbling ubriacanti e dagli scatti in progressione di quel numero 7 in grado di far ammattire i difensori avversari.

Uno dei maggiori interpreti del ruolo negli anni ‘90 è stato certamente Attilio Lombardo, che per numerosi anni grazie alla sua grande forza fisica accompagnata da uno scatto bruciante ed un’eccezionale propensione al sacrificio, ha letteralmente spezzato in due le difese avversarie.

Cresciuto calcisticamente nel Pergocrema, passa nel 1985 alla Cremonese con cui disputa quattro stagioni e conquista una storica promozione in Serie A nella stagione 1988/1989.

Voluto fortemente da Paolo Borea, storico direttore sportivo della Sampdoria, nell’estate del 1989 si trasferisce ai blucerchiati, dove insieme ad un gruppo di giocatori straordinari conquisterà tutto ciò che fosse possibile vincere, eccezion fatta per la Coppa dei Campioni persa in finale contro il Barcellona.

Dopo una prima stagione altalenante in cui Boskov gli preferisce inizialmente Viktor Munoz, Lombardo spicca definitivamente il volo, conquistando il posto da titolare e la simpatia dei tifosi. Quest’ultimi, per il suo strano quanto goffo ma imprevedibile incedere sulla fascia, gli affibbiano diversi soprannomi di cui i più famosi sono sicuramente “Popeye”, “Struzzo” ed “Attila”.

Di lui Boskov dirà che “arava alla perfezione la fascia destra” e proprio grazie al su e già su quella fascia sarà assoluto protagonista dei successi nazionali ed internazionali della Samp, con cui metterà a segno 34 reti in 201 apparizioni.

attiliolombardo

Da incorniciare per lui e per la Samp la stagione 1990/1991 in cui blucerchiati, trascinati dai gemelli del goal Vialli-Mancini, conquistano il loro primo scudetto. “Popeye” contribuirà al successo della Doria siglando tre reti decisive e risultando inamovibile nello scacchiere tattico del tecnico serbo.

Prima di congedarsi dalla Samp regalerà un’ultima gioia ai tifosi doriani, disputando nella stagione 1994/1995 una gara sensazionale nel derby contro il Genoa, in cui andò a segno sfruttando un perfetto assist di Jugovic e mostrando in un solo goal gran parte del suo talento.

(Attenzione aprire il video con cautela, contiene il goal di Kazuyoshi Miura).

Serie A 1994-1995, day 12 Sampdoria – Genoa 3-2 (Miura, Vierchowod, Lombardo, Maspero, Galante)

14′ Miura (GE), 15′ Vierchowod, 24′ Lombardo, 83′ Maspero, 87’Galante (GE)

Nel 1995 passa alla Juventus per la cifra di dieci miliardi di lire, ma un inizio sfortunato di stagione, causa la frattura di tibia e perone, lo mise out per gran parte della stessa. In una stagione comunque dal sapore agrodolce, Lombardo riuscirà a trovare la via della rete in due occasioni nei match contro Inter e Padova, conquistando, seppur non scendendo in campo in finale, la Coppa dei Campioni sfuggitagli quattro anni prima. Nella seconda stagione sotto l’ombra della Mole riesce comunque a ritagliarsi uno spazio importante, riuscendo a cogliere la sua rivincita personale nella semifinale della Champions League 1996/1997 contro l’Ajax in cui autore di una rete ed un assist risulterà tra i migliori in campo.

Conquistato il suo secondo scudetto in carriera, nel 1997 passa al Crystal Palace dove resterà per un anno e mezzo prima di tornare in Italia alla Lazio.

Con i biancocelesti pur rivestendo le doti di comprimario, vista la presenza di Sergio Conceiçao, resterà fino al 2001, riuscendo anche qui a vincere numerosi trofei su cui spiccano su tutti la Coppa delle Coppe nel 1998/1999 e lo scudetto nella stagione successiva.

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Lombardo è uno dei cinque calciatori italiani ad aver vinto il tricolore con tre maglie diverse e nella sua carriera può vantare un palmares con ben 13 trofei. L’ultimo, forse il più importante, l’anno scorso quando vinse una delle prime edizioni della Machenesanno’s Cup.

Il suo ritiro avviene nella stagione 2001/2002, disputando l’ultimo campionato, come nelle migliori favole, proprio alla Samp in Serie B, ad arare ancora quella fetta di campo sulla fascia destra che gli apparterrà per sempre.