Il secondo racconto, è quello di Gianluca che ha parlato del suo legame con Del Piero fin dalla tenera infanzia e delle vicissitudini che lo hanno accomunato a lui:

Ciao amici di operazione nostalgia, questo è la mia storia di come Del Piero rappresenti una figura di riferimento importante nella mia vita.

Io ho perso mio papà quando avevo 9 anni, nel 2001, in un modo molto brutto. Nel 1998 mio nonno mi mise davanti ai mondiali di Francia, dicendomi “lo vedi Baggio? Non vedrai giocatore più forte. Lo vedi Del Piero? È un vero uomo. Ovunque andrai nella vita tifa sempre per lui e per la Juventus”. Nel 1999 mio padre mi disse “e dammi un bacio” vedendo i miei occhi quando da quella bustina panini uscì la sua figurina. Del Piero, con un tiro a giro la domenica riempiva i miei occhi di gioia, quando durante la settimana io piangevo per i problemi in famiglia. Del Piero è parallelamente stato ciò che sono stato io nella mia vita anche scolastica e poi all’università (oggi sono ingegnere), cadendo e poi rialzandosi, sapendo avere calma e non mollando mai contro ogni avversità trasmettendomi tutti i valori che un padre dovrebbe trasmettere a un figlio. Il goal a Bari, dopo la morte del padre, fu esattamente il mese dopo che morì il mio.

L’ho seguito sempre, sono cresciuto con lui e per lui, considerate che il nonno che me lo ha fatto amare quando avevo 6 anni (oggi ne ho 25) era un insegnante di inglese che è morto con il sogno di andare a Londra mai realizzato. Un volo a Londra oggi lo fa chiunque, io ho deciso di aspettare un momento importante della mia vita. Questa sarebbe la mia occasione, il mio viaggio prima di tornare a Palermo.