La storia dei giocatori brasiliani passati per il nostro campionato si divide, facilmente, in due categorie: da una parte campioni che hanno fatto la storia di questo gioco, dall’altra meteore passate via velocemente. Da una parte Ronaldo “Il Fenomeno”, Ronaldinho, Cafù e altri ancora, dall’altra Renato Portaluppi, Fabio Junior, Athirson e molti altri.

La sua storia è diversa. La sua storia è tutta in quel limbo tra campione e bidone. La sua storia è speciale.

Josè Marcelo Ferreira, in arte Zé Maria, arrivò in Italia, al Parma, nel 1996.
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Al dir la verità al termine delle due stagioni con i ducali, condite da 46 presenze, avevamo subito capito di non trovarci di fronte ad un fenomeno ma neanche davanti all’ennesimo bidone sudamericano. Così, nel 1998, viene ceduto al Perugia che lo spedisce subito in prestito al Vasco da Gama. La sensazione, però, è che Zè Maria avesse ancora qualcosa da dare al calcio italiano.

Nel 2000 il Perugia lo accoglie di nuovo tra le sue fila. Da quel momento colleziona oltre 130 partite nel nostro campionato, la storica vittoria della Coppa Intertoto nel 2003 e sopratutto gol, cross e assist che resero felici tutti coloro che lo acquistavano al fantacalcio.

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A quel punto arriva anche la soddisfazione della chiamata di una grande squadra. Roberto Mancini e l’Inter lo vogliono come rinforzo sulla corsia destra. Certo non verrà ricordato come il miglior terzino destro della storia dei neroazzurri ma è, comunque, tra i protagonisti di quel ciclo vincente.

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La storia di Zé Maria non finisce qui. Al termine della sua carriera da giocatore ha iniziato subito quella da allenatore, tra le serie minori e di Umbria e Calabria e un’infelice parentesi in Romania. Siamo nel 2015 e anche qui il giudizio si avvicina maggiormente al fallimento che alla gloria.

Zé Maria, però, è speciale è all’inizio del 2016 decide di accettare una proposta dal Gor Mahia, squadra di vertice del campionato del Kenya.

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Il Kenya gli ricorda il Brasile degli anni 50, la possibilità di svolgere il lavoro che ama facendo crescere il calcio e la speranza in quel paese è la sua sfida attuale.

Per uno che ha rischiato di essere bollato come bidone ma che allo stesso tempo ha collezionato 27 presenze con la Nazionale brasiliana si tratta solo dell’ennesima sfida.

E noi ti seguiremo con simpatia, come quando ci regalavi punti al fantacalcio.

 

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